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06 dic 2016

3 teorie +1 per dare una svolta alla carriera

Il motivo per cui non si trova più lavoro

La crisi economica, i politici incapaci, le tasse, gli immigrati, competenze scarse, i cervelli in fuga e, tra qualche settimana, Babbo Natale: non si sa più a chi dare la colpa, ma la cosa certa è che ormai in Italia non si trova più lavoro.

È surreale pensare ad un intero stato “pietrificato”, immobile senza che nessuna azienda, ente o privato abbia necessità di personale; eppure a guardare dall’esterno sembra che tutto funzioni normalmente: “i ristoranti sono sempre pieni” (cit.), le famiglie partono per le vacanze, si passeggia in centro la sera e guai a farsi mancare l’aperitivo. Cosa è successo allora? Perché si fatica così tanto a trovare un posto di lavoro?

Le correnti di pensiero sono molte, alcune fortemente connesse e forse è impossibile anche riuscire a focalizzarle, ma anche sbagliando, passateci la battuta, nessuno perderebbe il posto di lavoro.

  1. La Crisi Economica – Effettivamente la crisi c’è stata, inutile cercare di capire il perché. Per noi poveri mortali la cosa da sapere è soltanto una: le persone stanno molto più attente a come spendere i loro soldi, le aziende riducono gli incassi e investono meno. Insomma un simpaticissimo serpente che si morde la coda e che porterebbe tutti a guadagnare meno.
  2. La Cultura del Lavoro – Le ondate barbariche della crisi economica hanno spazzato via l’impero della cultura lavorativa italiana – o per rimanere in tema, “romana” – in una sorta di medio evo culturale in cui ci si è dimenticati – o il più delle volte, non si è proprio imparato – il “galateo del buon lavoratore”. Insomma, tutte le normali norme di civile convivenza: arrivare puntuali, fare del proprio meglio e non pretendere di essere pagati solo per la presenza. Purtroppo c’è da dire che in questo gioca un ruolo molto importante la formazione scolastica e universitaria: facendo qualche rapido calcolo, ipotizzando di avere un’aspettativa di vita di 100 anni, i giovani italiani non hanno terminato gli studi neppure a 25 anni. In realtà questo non sarebbe un problema, ma spesso anche dopo la laurea, non si posseggono le competenze lavorative sufficienti ad intraprendere una carriera lavorativa: molta teoria e poca pratica. Nessuna azienda metterebbe a libro paga qualcuno senza esperienze concrete.
  3. Pessimismo Cosmico – Le nonne e le mamme di tutta Italia sono d’accordo: “i tempi sono cambiati”. Come dare loro torto! Effettivamente sono cambiati veramente, ma questo non significa che si non si possa fare qualcosa. Forse prima era molto più semplice trovare lavoro, ma non vuol dire che adesso ci si possa permettere il lusso di passare le giornate sul divano ad attendere i miracoli.

Forse la cosa migliore è adattarsi alla situazione, cambiare la prospettiva di osservazione e fare la propria parte affinché il fato ritorni a sorriderci. In questi ultimi anni abbiamo assistito ad enormi cambiamenti, a uomini e donne che da soli hanno fatto la differenza.

Attraverso il nostro progetto, insieme a voi, vogliamo aiutare più persone possibili: le famiglie e gli anziani per andare a fare la spesa, ritirare le ricette dal medico, nelle faccende domestiche, baby sitter, ripetizioni scolastiche, dog sitter e molto altro; gli studenti universitari a sostenere i propri studi, a fare esperienze concrete per la loro carriera lavorativa che partendo dal sacrificio, dall’impegno e dalle cose semplici, ci sarà sicuramente.